Mercoledì 28 ottobre 2026 una serata con ArciAtea, organizzata dall’Associazione Casa del Popolo presso il Circolo Sempre Avanti di Novate Milanese. Sono intervenuti Marco Censi e Giancarlo Straini, ha moderato Sergio Sardo.
Riportiamo uno schematico riassunto (per problemi tecnici non è stato purtroppo possibile effettuare una registrazione).
Nell’incontro è stato proposto un percorso logico-storico: nella modernità si è affermato il concetto di laicità (basato sull’etsi deus non daretur – come se dio non fosse dato – dopo le guerre di religione del XVI e XVII secolo); molti laici hanno adottato il razionalismo della scienza moderna (che non ammette verità assolute); i razionalisti sono spesso agnostici (in quanto, da un punto di vista strettamente logico, non si può dimostrare l’esistenza o l’inesistenza di dio); una parte degli agnostici si dichiara atea (incrociando la sfera logico-scientifica con quelle dell’antropologia, della sociologia, ecc. cioè dei vari ambiti in cui si articola la società moderna).
È stata anche descritta l’attuale composizione religiosa della popolazione e le tendenze della secolarizzazione: la partecipazione ai riti è minoritaria e praticata soprattutto da anziani (in particolare da anziane); atei e agnostici sono sono ancora minoranza ma in aumento, soprattutto tra i giovani; la maggioranza della popolazione adotta una religione a bassa intensità, un’appartenenza senza credenza. Queste tendenze riguardano tutte le confessioni religiose, comprese quelle cristiano ortodosse e islamiche degli immigrati.
La sociologia delle religioni ha teorizzato fin dal XIX secolo processi di secolarizzazione, risultati però troppo schematici e lineari; alcuni hanno controproposto interpretazioni che presupponevano l’esistenza di una intrinseca e insopprimibile religiosità, che quindi sarebbe destinata a riemergere; la moderna sociologia delle religioni adotta prevalentemente una interpretazione per cui il processo di secolarizzazione continua ad avanzare (a seguito dell’urbanesimo, dell’industrializzazione, della scolarizzazione, ecc.) ma non in modo lineare; vi sono anche controtendenze antimoderne (dai talebani afgani ai tecno-oligarchi Usa) che ripropongono visioni apocalittiche di vario tipo.
Nel dibattito si è anche discusso delle varie sette religiose, talvolta impegnate in politica (soprattutto, ma non solo, nelle Americhe). Ogni società ha bisogno di fondamenti etici, che non sono certo un’esclusiva delle religioni: il postmodernismo è stato utile nel criticare le metanarrazioni dogmatiche (anche quelle politiche, non solo quelle religiose) ma criticando tutto ha finito per accettare l’esistente (sia pure con un pensiero debole e ironico); invece il nostro riferimento sono i valori di libertà, uguaglianza e solidarietà presenti nella Costituzione repubblicana.
Quindi un laico-razionalista-agnostico-ateo non adotta un multiculturalismo dell’indifferenza (che si traduce spesso in ghetti governati da cacicchi locali, come nelle periferie londinesi) ma promuove politiche interculturali per l’inclusione (anche per evitare che le seconde-terze generazioni di immigrati reagiscano come nelle banlieue parigine). Tra le varie iniziative in materia si è molto discusso delle stanze del silenzio che promuoviamo in partnership con il Gruppo nazionale di lavoro per la stanza del silenzio e dei culti.
Si è parlato anche dell’affiliazione all’Arci e a Atheist Alliance International, rinviando al nostro sito per avere una visione più completa della nostra attività.
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