L’idea dell’equilibrio dei poteri si ritrova anche nelle teorie filosofiche e nelle pratiche politiche e giuridiche dell’antichità greca e romana, ma è soprattutto Montesquieu che in epoca moderna propone la separazione delle funzioni fondamentali dello Stato (legislativa, esecutiva, giudiziaria).
Così scriveva Montesquieu (Lo spirito della legge, I, 2, pubblicato nel 1748) “ogni uomo che detiene il potere è incline ad abusarne; continuerà finché non troverà delle limitazioni.” E ancora: “una sovranità indivisibile e illimitata è sempre tirannica”.
La democrazia costituzionale moderna tutela la libertà tramite la separazione dei poteri e le funzioni di controllo (anche tramite la libertà di informazione).
Evitare (o almeno limitare) lo squilibrio dei poteri vale non solo nel macro delle relazioni istituzionali, ma anche nel micro delle relazioni individuali: infatti è la asimmetria di potere (economico, giuridico, simbolico, ecc.) tra maschi e femmine che alimenta la tirannia del patriarcato.
Un regime liberal-democratico può assumere forme diverse in relazione alla propria storia e cultura, ma per essere tale deve basarsi sulla sovranità popolare (elezioni libere, pluralismo), tutti devono essere soggetti alla legge (Stato di diritto) basata su principi di libertà e uguaglianza (diritti civili, politici e sociali) e sul potere diffuso (partecipazione, tutela delle minoranze).
Chi ha più potere cerca sempre di diffondere ideologie che lo supportino, anche rappresentazioni schematiche per cui il mondo si dividerebbe semplicemente in democrazie (l’Occidente) e autocrazie (tutti gli altri), in sempre “buoni” e sempre “cattivi”, e che i “buoni” restano tali anche quando si comportano come i “cattivi”.
Ma la democrazia non può essere solo formale (democrazia procedurale). Anche nel democratico Occidente stanno aumentando le cosiddette “democrature”, in cui il regime politico mantiene formalmente alcune caratteristiche della democrazia ma le svuota sostanzialmente.
Chi și incammina su questa strada cerca di concentrare il potere nell’esecutivo (presidenzialismo) e di eliminare i checks and balances (le funzioni di controllo, della magistratura e dell’informazione).
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