2 aprile 2026 alla Casa della cultura di Milano, con Giuseppina Scala, giurista del CISP, unipi; don Gino Rigoldi, cappellano emerito del Cesare Beccaria; imam Abdullah Tchina, Centro culturale islamico di Sesto San Giovanni e Milano; Mounia El Fasi, murshida degli Istituti Penitenziari di Parma; Alessandro Bonardi, coordinatore del Gruppo naz. stanza del silenzio; Denise Amerini, CGIL nazionale, settore “carcere e dipendenze”; ha coordinato Federica Cattaneo.

Se ne è parlato nel quadro di un rapporto tra carcere e territorio, non solo per garantire la libertà religiosa (Cost. Art. 19), ma per fornire supporti spirituali e culturali durante la detenzione che favoriscano il reinserimento sociale e la rieducazione, per evitare la reiterazione dei reati (Cost. Art. 27). Dunque politiche interculturali per una pena umanizzata e una laicità compiuta concretamente, nell’interesse dell’intera società.

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  • carcere e islam: esperienze a confronto

Vedi l’intro di Federica Cattaneo, le relazioni di Alessandro Bonardi e Mounia El fasi, un articolo di Alessandro Bonardi su Dialoghi Mediterranei Tra Dio e il carcere. Religione, adolescenti e rieducazione nel pluralismo penitenziario,  la recensione sul giornale online della Cgil Collettiva, l’editoriale Islamofobia o secolarizzazione

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