Pochi sanno che nel 2017 il Vaticano ha lanciato l’Athletica Vaticana. No, no, non è una disciplina sportiva tipo il lancio del cero o il salto della panca, ma la volontà di presidiare anche il mondo dello sport (ma guarda un po!).
Come sosteneva Max Weber la chiesa rivendica il diritto esclusivo di amministrare i beni salvifici (cioè i dogmi e i riti che garantirebbero la salvezza eterna); Pierre Bourdieu sottolinea che ciò avviene soprattutto nel “campo religioso” dove operano i credenti “consumatori” di tali beni. Il contrario della laicità, che non è rifiuto delle credenze religiose ma della loro pretesa (spesso non solo etica) di essere la guida del mondo.
Il rapporto del Vaticano con lo sport è ambivalente. Oggi Milano celebra le Olimpiadi invernali ma storicamente le Olimpiadi antiche sono state abolite su pressione del suo vescovo Ambrogio. L’Editto di Milano di Costantino nel 313 aveva reso il cristianesimo una religione lecita, l’Editto di Tessalonica del 380 di Teodosio I dichiarò il cristianesimo religione di Stato e iniziarono le persecuzioni contro i pagani e i cristiani eretici.
I cristiani assorbirono o eliminarono tutte le festività pagane; anche sant’Agostino, non solo il potente vescovo di Milano, se la prese in particolare con l’agonismo, contrapponendo la spiritualità alla fisicità dei ludi olimpici, e nel 393 sant’Ambrogio ottenne da Teodosio I l’abolizione dei Giochi, che alimentavano ancora pericolose sopravvivenze di quella sacralità pagana che il cristianesimo combatteva, e dopo oltre un millennio la 293ª edizione non venne più celebrata.
Passarono secoli e venne la modernità. Le prime Olimpiadi dell’era moderna si svolsero ad Atene nel 1896, su iniziativa del barone Pierre de Coubertin, e ebbero un grande successo.
L’atteggiamento del Vaticano fu inizialmente molto cauto. Ricordavano le parole sferzanti del loro santo milanese Ambrogio e quelle di Agostino contro l’agonismo, e c’erano pure donne mezze svestite; poi ai tempi non c’era ancora Mussolini e il Concordato; ma soprattutto de Coubertin (sebbene fosse cattolico) presentava l’Olimpismo come “Religione Laica”, che promuoveva valori universali e fratellanza umana in modo puramente laico.
Ma le Olimpiadi ebbero successo e da inizio ‘900 (con Pio X) il Vaticano cominciò a riconoscere il potenziale educativo dello sport (per avvicinarsi ai giovani); un riconoscimento crescente fino alla costituzione nel 2017 dell’Athletica Vaticana e al messaggio del 2026 dell’agostiniano papa Prevost, che da un lato esalta lo sport come formativo per i giovani e strumento di pace, dall’altro mette agostinianamente in guardia contro l’agonismo e le sue esasperazioni.
Insomma, l’importante è esserci (nonostante Ambrogio e Agostino) e rivendicare sempre il monopolio dei beni salvezza.
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