Nei primi secoli i cristiani non avevano una data certa e condivisa per festeggiare la nascita di Gesù, poi decisero di appropriarsi della festa pagana del Dies Natalis Solis Invicti (istituita da Aureliano nel 274 e.v. collegata ai tradizionali Saturnalia romani e a nuovi culti orientali); poi nel 330 e.v. l’imperatore Costantino certificò il 25 dicembre come festa cristiana.

Poi, avendo scelto il solstizio d’inverno come data di nascita, scelsero l’equinozio di primavera per il concepimento, e lo Spirito santo ingravidò la teen ager Miryam il 25 marzo (Annunciazione). Insomma, sono sempre date scelte ex post e spiegazioni ad hoc.

Un metodo che forse rientra nella “tradizione” tanto invocata in Italia da chi oggi ci governa, cioè predicare promesse “miracolose” e razzolare come le tanto criticate élite neoliberiste (ma con un’aggiunta di autoritarismo). Tra il dire e il fare c’è di mezzo non solo il mare dello stretto di Messina, ma l’oceano, anzi lo spazio interstellare.

Vedremo cosa resterà della manovra finanziaria, visti i pasticci e i “depistaggi” che distraggono prima di presentare gli emendamenti con le vere intenzioni: certamente le pensioni non aboliscono ma assecondando la legge Fornero; le risorse per la sanità diminuiscono in termini reali; la flat tax è compensata da altri balzelli; il lavoro è sempre precario e malpagato; ancora le accise sui carburanti; vedremo…

Anche l’autorevole intellettuale di destra Marcello Veneziani ha espresso il suo disagio (Corriere 23/12/25): «Solo vaghi annunci, tanta fuffa, piccole affermazioni simboliche, … Da quando è al governo la destra non è cambiato nulla … Tutto è rimasto come prima, nel bene, nel male, nella mediocrità generale e particolare».

Effettivamente finora si è visto solo un galleggiamento, con desideri di un anticostituzionale regime change ma finora solo annunciati; e anche l’opposizione non mostra di avere una credibile visione del mondo alternativa. Anche il tema della pace e della sicurezza è affrontato senza una strategia, tra un riarmo che significa solo aumentare la subordinazione politica, economica e militare agli Usa, e una generica invocazione etica, certamente necessaria ma insufficiente per indicare soluzioni concrete.

Intanto abbiamo avuto lunghe discussioni sul presepe e sui canti natalizi per distrarci un po’; e poi Garlasco, i maranza, la sostituzione etnica, la casa nel bosco… e tanti altri temi che pure meriterebbero una analisi approfondita e un vero contraddittorio, ma che sono invece trattati con la logica superficiale dei talk show, delle tifoserie inconcludenti.

Buon Natale, se vi riesce.
Però non rassegniamoci.