Il 17 luglio 2020 è stata sottoscritta una Convenzione tra la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) e Ferrovie dello Stato. Come scrivevamo all’epoca, “Le Ferrovie dello Stato (confessionale), per garantire il miracoloso arrivo in orario dei treni, si affidano alle preghiere dei cappellani ferroviari; invece di investire in impianti, confidano nella puntualità dei presepi e nella misericordia di San Cristoforo, santo protettore (un po’ distratto, ahinoi) dei viaggiatori”.
Dopo cinque anni abbiamo al governo un po’ di nostalgici del duce ma senza la sua capacità di fare arrivare i treni in orario. Il ministro dei trasporti pensa al ponte (inteso come sua lunga astensione dal lavoro) e non agli investimenti per fare funzionare le ferrovie: i viaggiatori, in particolare i pendolari, alzano spesso gli occhi al cielo, non esattamente per pregare.
Uno Stato laico, che volesse soddisfare anche le esigenze spirituali dei viaggiatori, potrebbe promuovere anche nelle stazioni ferroviarie le stanze del silenzio, cioè quei dispositivi interculturali che consentono a tutti di meditare o pregare, per chi crede in qualche dio o in nessuno. Invece solo i cattolici (nonostante siano sempre meno numerosi e sempre più superficiali) hanno il “privilegio” di avere dei cappellani ferroviari, i cui costi però ricadono anche sui non cattolici.
La convenzione infatti prevede che FS «si impegna … ad assicurare la manutenzione delle chiese ubicate negli impianti ferroviari». Non abbiamo un rendiconto dei costi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili (pulizie, impianti, restauro, vigilanza, utenze, riqualificazioni), né degli oneri organizzativi e amministrativi per gli accordi locali; né degli sconti sui biglietti garantiti ai cappellani (Carte Regalo Art.4).
L’aspetto più importante forse non è l’impatto economico ma il privilegio feudale per cui FS garantisce a una (sola) confessione religiosa di «continuare ad avvalersi dell’azione pastorale dei Cappellani FS e dei loro collaboratori, riconoscendone l’alto valore religioso e morale in favore del personale ferroviario e dei frequentatori delle stazioni»; e la CEI si impegna a «organizzare incontri periodici con i dipendenti delle sedi locali per la effettuazione di ritiri spirituali, animazione cristiana, pellegrinaggi, organizzare i presepi aziendali, celebrare le cerimonie religiose, civili e ferroviarie, illustrare la dottrina sociale della Chiesa».
Altro si può leggere scaricando il pdf della convenzione (non siamo invece riusciti a trovare il precedente accordo del 27 gennaio 2006).
Concludiamo con una curiosità: se si osserva la distribuzione delle stazioni con cappelle si può notare che sono più presenti nelle regioni (vedi la Sicilia) dove il servizio ferroviario “tarda” (diciamo così) a migliorarsi. È evidente la consapevolezza che bisogna pregare molto per fare arrivare i treni in orario, con o senza ponte sullo stretto.
21/11/25
Scarica il pdf della Convenzione tra la CEI e le Ferrovie dello Stato per la presenza dei cappellani (17 luglio 2020)
Vedi anche:
I cappellani ferroviari: un accordo tra CEI e FS Gennaio 27th, 2025
Santissima Quattrinità Agosto 1st, 2024
Preghiamo che i treni arrivino in orario (19 luglio 2020)




