Continua la lotta per riportare il Forlanini di Roma alla sanità pubblica e per non svenderlo al Vaticano. È stato un grande complesso ospedaliero, per estensione (circa metà del Vaticano) e per importanza dei servizi, ma dal 2000 (con la giunta regionale Storace di centrodestra) è iniziato il suo trasferimento ai privati, fino alla sua chiusura nel 2015 (attuata dal centrosinistra).

Sono quindi nati comitati che hanno raccolto numerosi attivisti e associazioni (soprattutto la Cgil) per sensibilizzazione della cittadinanza, promozione di dibattiti, elaborazione di proposte, incontri con parlamentari, interrogazioni, raccolte di firme, ricorso al TAR, manifestazioni, ecc. (vedi articoli di Emilia Galtieri e Salvatore Costa del2023e del2026).

Poi è saltata fuori la proposta di trasferimento dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù del Vaticano dal Gianicolo al Forlanini e l’8 febbraio 2024 (a latere della celebrazione dei 40 anni del Concordato repubblicano) il cardinale Parolin e il sottosegretario Mantovano hanno sottoscritto unaDichiarazione di Intenti che prevede l’acquisito del Forlanini dalla Regione Lazio, la ristrutturazione a carico dell’INAIL, infine “il trasferimento delle immunità di cui agli artt. 15 e 16 del Trattato del Laterano alla nuova sede del Bambino Gesù” (cioè del diritto di extraterritorialità).

Così riassume ai sovranisti de noantri il deputato M5S Francesco Silvestri: “Si sta per cedere come territorio nazionale l’area dell’ex Forlanini: 20 ettari nel centro di Roma, un ospedale che fino al 2015 era un’eccellenza. Lo Stato italiano lo sta dando allo Stato Vaticano, che a sua volta ce lo restituirebbe per farcelo ristrutturare e poi destinarlo al Bambino Gesù”.

I deputati AVS Filiberto Zaratti e Marco Grimaldi hanno presentato un emendamento in Parlamento per vincolare il complesso a servizio ospedaliero pubblico: “i lavori di ristrutturazione (circa 400.000.000 euro) sarebbero a carico dell’INAIL, cioè delle finanze pubbliche. Il nuovo Bambin Gesù avrebbe tutti i vantaggi dell’extraterritorialità: nessuna Iva sulle merci, nessuna IMU sull’immobile, personale medico e paramedico non soggetto all’Irpef. Il tutto dovrebbe concretizzarsi entro il 2030, mentre sono in corso la definizione dei dettagli economici (prezzo dell’immobile, termini di concessione e canone d’ affitto) che restano segreti”.

Emilia Galtieri e Salvatore Costaribadiscono che “La nostra battaglia continua. Agli indecisi, a chi è ancora incerto diciamo: il tempo è ora, non aspettiamo che altri decidano per noi!”

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