La cerimonia si è tenuta giovedì 28 maggio con il sindaco di Livorno Luca Salvetti, la direttrice Generale dell’Azienda Usl Toscana Nord-Ovest Maria Letizia Casani, l’assessora alla cultura con delega al Tavolo delle Religioni e Spiritualità Angela Rafanelli.

La Stanza del silenzio è uno spazio dedicato alla meditazione, alla preghiera, alla riflessione, pensato per accogliere non credenti e credenti di qualsiasi fede religiosa, utilizzabile dai pazienti e dal personale sanitario, garantendo a chiunque uno spazio per vivere la propria dimensione intima ed emotiva all’interno del percorso di cura; viene messa a disposizione in comodato d’uso gratuito dall’ASL Nord Ovest al Comune di Livorno, in rappresentanza del Tavolo delle Religioni e delle Spiritualità a cui aderiscono numerose formazioni religiose e filosofiche, tra cui ArciAtea.

Ricordiamo il ruolo avuto da ArciAtea e dal Gruppo Nazionale di Lavoro per la Stanza del Silenzio e dei Culti per arrivare a questo felice esito. Fu infatti il Gruppo a fine 2020 a sollecitare l’Azienda sanitaria di Livorno ad integrare la allora definita sala multireligiosa di preghiera e di raccoglimento alla partecipazione di Arciatea e Uaar all’insegna di quanto previsto dalla legge di riforma del Sistema Sanitario del 1978 e del supremo principio di laicità; senza scendere nei dettagli dell’annoso processo, in seguito è stato grazie al lavoro sottilissimo e al grande acume politico di Lina Sturmann, Arciatea Livorno, che si è ottenuto prima l’allargamento del Tavolo delle religioni a Arciatea e Uaar, ridefinito così Tavolo delle Religioni e delle Spiritualità , e infine, dato che lo spazio all’ospedale è in comodato d’uso al Tavolo, si è giunti alla Stanza del Silenzio all’ospedale con l’aggiunta delle due compagini atee.

Le Stanze del Silenzio nascono e si diffondono dapprima nei paesi anglosassoni e scandinavi dagli anni ’60 (ONU, Hammarskjold) e trovano naturale attuazione prevalentemente in luoghi pubblici fortemente connotati come aeroporti, ospedali, stazioni, centri commerciali, università, piazze. Ne troviamo giustificazione nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE, nella Costituzione italiana, nel Trattato costituzionale europeo, nella Legge n.833/1978, nel D.lgs. n.43/2003 “Parità di trattamento tra le persone indipendente mente dalla razza e dall’origine etnica” e infine nella Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n.12/1989. Questi luoghi pubblici potranno in questo modo dare piena attuazione alle disposizioni di leggi internazionali, nazionali e regionali sull’inclusione e sul contrasto alle discriminazioni.