con Filippo D’Ambrogi, autore del libro Sceglierò io quando e come morire: La battaglia di Indro Montanelli per un fine vita dignitoso, Youcanprint 2022. Vedi anche la presentazione di Giovanni Fornero sul sito dell’Associazione Luca Coscioni.

Vedi il video dell’evento sul canale YouTube di ArciAtea (vedi anche le playlist del canale).

Vedi la trascrizione dell’intervento di Filippo D’Ambrogi.

Vedi anche due promo della DAT diffusi dall’associazione Libera Uscita: promo1 promo2

L’eutanasia e, più in generale, la rivendicazione del diritto di scegliere in modo libero e responsabile come vivere e come morire, è un tema politico-culturale trasversale, che attraversa le destre e le sinistre.

Il cattolicesimo concepisce la vita (il corpo, la sessualità, l’ambiente, la “natura”) come dono di dio, un dono inteso però come comodato d’uso supervisionato dalla chiesa, per cui non sarebbe effettivamente nelle nostre disponibilità. Questa concezione influenza anche alcuni che si collocano a sinistra, la cui dichiarata libertà di scelta diventa meno netta quando si parla di fine vita, e viceversa non è condivisa da tutti coloro che si collocano a destra. Chi ha partecipato alla raccolta di firme per il referendum sull’eutanasia legale ha sicuramente avuto modo di notare questa trasversalità; non tutti coloro che votano a destra aderiscono all’identitarismo clericale che rivendica le radici cristiane dell’Europa, o almeno non ne accetta tutte le conseguenze prescritte dalla dottrina cattolica.

Indro Montanelli è stato un uomo di destra, un liberal-conservatore, e anche un “bastian contrario” su alcune tematiche, un anarchico conservatore, che ha sostenuto (prima e con più determinazione di tanti altri) il diritto di scegliere come e quando morire. La figura di Montanelli è certamente controversa e discutibile per molti aspetti – l’accettazione colonialista, razzista e sessista del “madamato”, la contrarietà alla condanna di Priebke, ai matrimoni omosessuali, alla liberalizzazione delle droghe leggere, ecc. – che non devono certo essere taciuti ma neanche affrontato con la cancel culture (vedi anche La semiotica dei monumenti contesi). A sinistra è stato “sdoganato” quando si è schierato contro il berlusconismo, spesso con la superficialità delle tifoserie.

Il libro di Filippo D’Ambrogi ci mostra un aspetto di Intro Montanelli – taciuto o marginalizzato nelle sue biografie e commemorazioni – a sostegno dell’eutanasia, “il più elementare ed il supremo di tutti i diritti”, contro i signori medici che la osteggiano per evitare grane, contro la legge che impone il dovere di vivere anche a costo di sofferenze atroci, contro la chiesa che chiede scusa per i tanti morti che ha seminato lungo il suo cammino ma continua a negare all’uomo il più elementare dei diritti: quello di decidere il quando e come della propria morte.