La release 2025 del giubileo non sta andando benissimo. Non ci riferiamo ai lavori di ammodernamento della città; sembra che a metà percorso metà delle opere programmate sia in ritardo (lo dice unarelazione della Corte dei Contiinviata al sindaco Gualtieri).

Ci riferiamo all’afflusso dei pellegrini inferiore alle aspettative, effetto della secolarizzazione che avanza, seppure non sempre in modo lineare. Comunque il venerdì 1 agosto c’è stata la Giornata penitenziale al Circo Massimo che ha visto migliaia di giovani andare a confessarsi nella batteria di confessionali-tenda predisposti per l’occasione.

Ricordiamo ai non informati (tra questi alcuni atei e molti cattolici) che nell’antichità la confessione-penitenza-assoluzione era un lungo percorso, che nel medioevo venne semplificata assolvendo subito dopo la confessione e posticipando la penitenza, che nella modernità venne ulteriormente “personalizzata”.

Anticipando i 2×3 dell’esselunga, c’erano occasioni particolari per scontare le penitenze; i giubilei rappresentavano offerte speciali – l’indulgenza plenaria – che garantivano la remissione dei peccati (talvolta pagando un obolo a chi diceva di rappresentare san Pietro).

Anche per il Giubileo 2025 è prevista l’indulgenza plenaria, vedi ildepliant online. A noi materialoni potrà sembrare poco chiaro perché dio sia più indulgente ogni 25 anni, ma (rassegniamoci) sono i misteri della creduloneria.

Comunque, il significato del “sacramento” è chiaro: la chiesa ci dice che il fornitore dio le ha concesso il diritto di vendere i suoi servizi in modo esclusivo. Dato che quando pecchiamo offenderemmo dio e indirettamente la chiesa stessa, per rimediare dovremmo andare da un suo agente specializzato (confessore) a cui ribadire la nostra sottomissione.

Per la grande maggioranza dei fedeli, quelli che adottano il cattolicesimo postmoderno a bassa intensità, basta un paio di avemarie; l’importante è sottomettersi, poi si può ripetere il ciclo del godimento peccaminoso, della confessione ipocrita, dell’espiazione simbolica.

Per la minoranza dei fedeli più esigenti serve qualcosa di più elaborato, cioè il dolore che ci avvicinerebbe a dio tramite una penitenza non solo simbolica. Il barone Leopold von Sacher-Masoch può aiutarci a capire. Infatti, con il termine masochismo si descrive la tendenza a provare piacere o eccitazione (anche sessuale) tramite la sofferenza fisica o psicologica (l’umiliazione, la sottomissione, il dolore). Con o senza il Giubileo.

Per chi non si accontenta delle spiegazioni semplici e chiare ma ama quelle contorte e contraddittorie ecco il link delCatechismo della Chiesa Cattolica(CCC).