
Carcere e islam
2 Aprile h 21:00 – 23:00

AlBeccaria, Istituto Penale per Minorenni di Milano transitano molti stranieri e di religione musulmana. DonGino Rigoldi, storico cappellano dell’istituto, auspica dunque l’ingresso di un ministro di culto musulmano che possa occuparsi dell’assistenza spirituale a questi ragazzi: non si tratta di “islamizzare” il carcere ma di introdurre un processo di umanizzazione degli interventi in favore dei minori nel carcere. Il 7 luglio 2025 è stato firmato un protocollo con le autorità preposte che assicura l’ingresso dell’ImamAbdullah Tchina, ad affiancare il cappellano non soltanto nella consulenza religiosa ma per fornire ai ragazzi musulmani una figura di fiducia e un sostegno umano e morale.
AParmagià dal 2022 è stato autorizzato non solo l’ingresso dell’Imam per la preghiera del Venerdì, ma anche quello della dott.ssaMounia ElFasiMurshidat (guida spirituale donna) che ha firmato pure una convenzione con l’Istituto Penitenziario di Parma e ilForum Internazionale Democrazia e Religionidi UniPd che offre la copertura scientifica: oltre all’assistenza materiale e spirituale è stata realizzata unaricerca, a cui ha collaborato il dottorAlessandro Bonardicoordinatore GNSS, sulle aspettative spirituali attraverso un gruppo di lavoro con i detenuti stessi. Insomma un ponte concreto tra il territorio e il carcere.
IlGruppo Nazionale di Lavoro per la Stanza del Silenzio e dei CultieArciAtea rete per la laicità APSda sempre auspicano la realizzazione di dispositivi come questi che permettono il riconoscimento di una società mutata,basatanonsughetti multiculturalisti masupolitiche interculturali,sulpluralismo,sui diritti di tuttie tutte: credentiin diverse fedioin nessuna.
Vedi anche la nostra conferenza sulla recente istituzioneda parte dellaRegione LombardiadellaConsulta lombarda per l’integrazione e il dialogo interreligioso.
Sebbene in questi due casi non si tratti di “Stanze del Silenzio”in senso stretto,si tratta tuttavia di soluzioni,replicabili anche per altre fedi,finalizzate non solo a garantire il principio di libertà religiosa(Cost. Art. 19), madisupportispiritualie culturalidurante la detenzioneperilreinserimento socialee la rieducazione,per evitare la reiterazione dei reati (Cost. Art. 27).
Dunque nessuna islamizzazione, né favoritismo, ma pena umanizzata e laicità compiuta concretamentenell’interesse dell’intera società(tranne di chi vuole strumentalizzare i problemi di sicurezza a fini elettoralistici).
In questo incontrogiovedì 2 aprile2026ore 21allaCasa della cultura(via Borgogna 3 Milano, MM1 e 4 S.Babila) einstreamingintervengono:
Giuseppina Scala(giurista CISP UniPi)
donGino Rigoldi(Cappellano Emerito IPM Beccaria)
imamAbdullah Tchina(C.Cult.Islamico MI-SSG)
Mounia El Fasi(murshida Parma)
Alessandro Bonardi(g.naz. Stanza del silenzio)
Denise Amerini(resp.carcere e dipendenze Cgil)
coordinaFederica Cattaneo
Vedi altreconferenzecorrelatepresso la Casa della cultura,tra cui:tre incontrisulla laicità,sullepolitiche interculturali, suspiritualitàe intercultura,sulavoro e intercultura.
Gruppo nazionale di lavoro per la stanza del silenzio e dei culti
Visualizza il sito dell'Organizzatore
info@stanzadelsilenzio.it
in differita anche dalcanale Youtube di Arciatea
scarica il pdf dellalocandina A4

