Chi sono i creazionisti, coloro cioè che prestano fede al racconto sulle origini del mondo contenuto nella Genesi, il primo libro della Bibbia?
I creazionisti si possono suddividere in tre categorie: gli irriducibili, che prendono i testi biblici alla lettera, i flessibili, che pur restando convinti che l’esistenza del mondo si debba alla volontà di un creatore affermano che essi debbano essere interpretati e adeguati ai tempi, e la gran massa degli altri, i creazionisti distratti, che si dicono credenti per tradizione, per abitudine o anche per convinzione, ma comunque senza porsi troppe domande e, soprattutto, senza prendersi la pena di leggere almeno qualche pagina del libro in cui affermano di avere fede. A questi lettori più o meno distratti dei testi biblici, comunque accomunati dalla fede religiosa, bisogna poi aggiungere i creazionisti fantastici, ossia gli ufologi, che in molti episodi, soprattutto della Genesi, ritengono di trovare le prove della presenza di visitatori extraterrestri nelle lande del Medio Oriente, e dei loro decisivi interventi nella storia dell’umanità.
Questo libro si rivolge a tutti loro e, pur nella consapevolezza che sicuramente i creazionisti irriducibili resteranno fermi nelle loro posizioni, esamina la Genesi mettendo in evidenza quanto di palesemente assurdo, incredibile e non di rado grottesco, essa contiene alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, storiche ed archeologiche. Il libro inoltre pone in risalto come sia impossibile che un testo fallocentrico, traboccante di iniquità, violenza ed ingiustizia che è palesemente frutto di un tempo, di un luogo e di una cultura ben definiti, possa pretendere di avere un valore universale e come sia assurdo che esso possa aver avuto in passato, ed avere ancora oggi, una così grande influenza sulla cultura e sulle convinzioni delle donne e degli uomini che, non di rado con la violenza, ne hanno subito l’insegnamento.