Nuovi dettagli dall’inchiesta sull’uso dei fondi della Segreteria di Stato che ha portato al rinvio a giudizio del porporato e di altre nove persone

Vaticano, con i soldi per i poveri anche un appartamento per la nipote del cardinale Angelo Becciu.

Nuovi dettagli dall’inchiesta sull’uso dei fondi della Segreteria di Stato che ha portato al rinvio a giudizio del porporato e di altre nove persone.
È senza alcun ombra di dubbio l’inchiesta più lunga e complessa della storia della Santa Sede quella condotta dal Promotore di Giustizia Gian Piero Milano, dall’aggiunto Alessandro Diddi e dall’applicato Gianluca Perrone che ha visto l’epilogo col rinvio a giudizio del Cardinale Angelo Becciu, monsignor Mauro Carlino, Enrico Crasso, Tommaso Di Ruzza, Cecilia Marogna, Raffaele Mincione , Nicola Squillace , Fabrizio Tirabassi, Gianluigi Torzi e René Brülhart…

(l’espresso)

Il cardinale Angelo Becciu ha eluso i controlli del fisco italiano finanziando, attraverso la Segreteria di Stato vaticana, la cooperativa bianca del fratello Antonino, la falegnameria dell’altro fratello, Francesco, e – in minima parte – anche una nipote, dipendente di una casa farmaceutica. I bonifici “truffa” nella causale inserivano la dicitura «Opere di carità del Santo Padre»…  (il sussidiario.net)