A Verona, dal 29 al 31 marzo, si terrà il World Congress of Families.
Presenti associazioni italiane e estere alt-right, per l’identità cristiana, omofobiche, maschiliste, teocratiche, contro laicità, aborto e divorzio.
Sponsorizzato dal Comune di Verona, con il patrocinio del Ministero per la Famiglia e le Disabilità, della Regione Veneto e della Provincia di Verona, tra i relatori Salvini e Fontana della Lega e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia.

Le iniziative di associazioni femministe e laiche, di docenti e ricercatori universitari, di partiti e sindacati, che si terranno con assemblee e manifestazioni di protesta durante il Congresso, hanno già avuto i primi effetti: anche il Vaticano, che l’anno scorso aveva sostenuto lo stesso convegno in Moldavia, stavolta mostra maggiore cautela.

Le incertezze, se non l’assenza, di una politica laica hanno consentito a questi reazionari di occupare uno spazio non presidiato.
Serve una forte mobilitazione popolare per riaffermare la cultura dei diritti civili, politici e sociali, contro la riproposizione di una visione del mondo clericale, che ci farebbe tornare a prima della rivoluzione francese, al medioevo.