Tra le prove decisive presentate in tribunale (dove la prima condanna a due anni è sei mesi fu poi ridotta in appello a un anno e undici mesi) i due filmati girati di nascosto dalla polizia il 10 e il 12 luglio del 2012 lungo la spiaggia di Torrette di Fano

Il “cattivo” era Gian. Don Ruggeri indennizza la vittima, cambia diocesi, semplifica il nome et voilà il gioco è fatto: si presenta come esperto di pastorale e di internet. E tutti zitti.

Una cospicua somma di denaro per indennizzare la famiglia della vittima (tredicenne all’epoca dei fatti) e amici influenti nelle Gerarchie ecclesiastiche. Oltre a una faccia tosta veramente notevole. Sono questi gli elementi che hanno consentito a Giangiacomo Ruggeri di iniziare una nuova vita in diocesi di Pordenone, dove è ora incardinato e dirige una casa di esercizi, e in questi giorni autorevoli quotidiani di corta memoria lo presentano come Don Giacomo Ruggeri (nome semplificato) e lo definiscono esperto di pastorale e di internet. Omettendo di raccontare che l’ex portavoce della Diocesi di Fano è stato condannato a un anno e 11 mesi di reclusione per abusi. (farodiroma)